Storia

casaIl Giardino degli Ellebori di Pietra Ligure, in provincia di Savona, contiene quella che gli Inglesi chiamano National Collection di questa pianta, cioè la collezione completa delle specie, che sono 15, più le sottospecie e, dopo le recenti acquisizioni, oltre 370 varietà da vedere. Essa ebbe origine nel 1970 quando Anna e Carla Barbaglia, figlie della proprietaria, iniziarono a piantare l’Helleborus niger, detto “Rosa di Natale”, perché la loro madre era californiana e ricreava per loro le feste di Natale della sua infanzia – d’ispirazione anglosassone – con corone celtiche, abete, vischio e rose di Natale. In seguito arricchirono la collezione con ellebori verdi (viridis, argutifolius, foetidus, cyclophyllus, multifidus, odorus): avevano bisogno di fiori di questo colore per il camaieu verde, composizione monocromatica di fiori, frutta e verdura. Anna e Carla infatti praticavano la decorazione floreale e sono ora insegnanti, dimostratrici e giudici internazionali dell’IIDFA (Istituto Italiano di Decorazione Floreale per Amatori). In tale veste tengono lezioni e spettacoli floreali per l’EDFA di Savona e Pietra Ligure (Ente Decorazione Floreale Amatori) – la Scuola di cui Carla è Presidente – creando bellissime composizioni di fiori nelle quali d’inverno compaiono anche gli ellebori.

Ma il momento topico si verificò quando Carla nel 1971 tornò dall’Inghilterra – dove preparava la tesi in Letteratura Inglese – con un Helleborus orientalis color porpora e l’anno dopo con un H. guttatus bianco a macchie amaranto, il primo guttatus mai apparso in Italia, a quanto mi consta. Da allora non si contano più le prime volte. Carla, che gira il mondo per tenere lezioni e spettacoli di composizione floreale, ha introdotto da noi gli ellebori orientali – detti “Rose di Quaresima” – grigi, viola, neri e i rarissimi gialli, il primo H. Eric’s best che è il più bello dei guttati, i primi ellebori doppi e quelli a fiore d’anemone, gli ibridi di Ballard e di Ashwood, gli affascinanti ibridi fra specie molto diverse (sternii, nigristern,nigecors ecc.), i raffinati doppi della serie Party dress. Dal 2008 sono presenti nel giardino ellebori di vari colori (bianco, rosa) frutto di incroci fra due specie in passato ritenute incompatibili: l’H. niger e l’H. orientalis. L’esemplare più interessante da vedere è il rosa Walberton’s Rosemary. Molto bello è anche il bianco Snow white. Nel 2014 infine sono arrivati in giardino gli ellebori dai lunghi stami acquistati in una nursery di Petaluma in California ma creati in Inghilterra. Il più bello fra loro è Penny’s pink. Molte delle piante collezionate sono state acquistate, oltre che in California/Oregon e nel Regno Unito, in altri paesi di cultura britannica come la Nuova Zelanda, perché certamente gli Inglesi sono stati i più grandi ricercatori e ibridatori di ellebori.

Nel 1993 Anna suggerì di aprire il giardino al pubblico per una mostra-mercato e da allora il successo dei nostri ellebori in Italia non ha più avuto soste, a parte l’interruzione della mostra nel 1995 per gravi motivi di famiglia: ogni anno svariate riviste dedicano articoli a questo fiore e l’interesse del pubblico non accenna ad arrestarsi. Quanto al Giardino degli Ellebori, ha avuto l’onore di articoli sulle principali riviste di giardinaggio o di decorazione floreale in Italia, Francia, Inghilterra.

Ma, a parte l’aspetto raffinato degli ellebori, dove va ricercata la ragione del loro successo? Si tratta di erbacee perenni del sottobosco, a fioritura invernale e amanti del freddo: ciò significa che prediligono la mezz’ombra, che si possono piantare nei giardini esposti a nord dove altre piante languirebbero e che fioriscono da Novembre/Dicembre a Marzo/Aprile, quando vi è scarsità di fiori. Inoltre, essendo perenni, possono restare nel loro cantuccio per decenni, allargandosi sempre più. Altro pregio: amano il terreno argilloso e pesante, molto comune in Italia, ma si adattano pure al terreno acido specialmente se si fornisce loro un po’ di calcio sotto forma di gusci d’uovo frantumati e interrati superficialmente. Sono avidi di concime organico sia collocato sotto le radici all’impianto sia disposto sul terreno perché vi penetri con la pioggia. Non necessitano di grandi giardini giacché, a parte le specie giganti come l’H. Argutifolius (detto anche corsicus), non superano i 30/40 cm. Gli ellebori sono ranuncolacee come le peonie ma la loro durata in fiore è ben più lunga visto che quelli che sembrano petali sono in realtà brattee, cioè foglie trasformate, che durano fino a maggio inoltrato, virando sempre più al verde.

Poche appaiono le controindicazioni. Sono piante costose perché il seme impiega circa 10 mesi a germinare e ci vogliono poi 3 o 4 anni per vedere i primi fiori. Non sopportano di essere spediti a radici nude per la delicatezza dei rizomi (si può fare ma è un vero delitto dal momento che le perdite sono elevatissime). Non amano essere coltivati in vaso, dato che il possente apparato radicale penetra molto in profondità e quindi occorrono vasi profondi almeno cm.50. Temono i ristagni d’acqua, il pieno sole -specie quello del pomeriggio- e la siccità estiva. Però la malattia che ne consegue, la macchia nera, non è grave come quella delle rose: basta eliminare le foglie brutte o malate e somministrare periodicamente del verderame. D’estate comunque le foglie non presentano molto interesse a parte quelle delle specie caulescenti: argutifolius, foetidus, lividus. In autunno è opportuno eliminare le foglie vecchie per favorire una più pronta ed abbondante emissione di quelle nuove. Gli ellebori stanno bene con viola tricolor e cornuta, scille, eranthis, ciclamini, primule, iberis, felci, arum italicum pictum, crocus, bucaneve, matthiola, leucojum, giacinti, narcisi ecc. Sono comunque piante molto adattabili: il Giardino degli Ellebori, ad esempio, non è certo l’optimum per loro perché è un cottage garden (giardino orto frutteto) dal terreno sabbioso e dal clima caldo; eppure, con opportuni accorgimenti, vi prosperano magnificamente fiorendo due mesi prima che nelle zone montane e collinari d’origine e moltiplicandosi per seme con straordinaria abbondanza. L’unico che ha sempre rifiutato di fiorire è l’H. thibetanus, l’ultima specie scoperta, ma bisogna capirlo: il suo habitat d’origine è a 4.000 metri.

Non paghe delle piante acquistate all’estero, Anna e Carla Barbaglia si sono specializzate nell’ibridazione dando vita a nuove innumerevoli varietà, perché uno dei fascini dell’elleboro è quello d’ibridarsi facilmente e ogni prima fioritura può essere una sorpresa. Per ottenere una pianta identica alla madre si deve invece procedere alla divisione dei rizomi in primavera o in autunno.

Con l’ampliarsi della collezione le due sorelle si sono divise i compiti. Carla, che è una grande esperta per la lunghissima pratica e per aver studiato presso i migliori ibridatori inglesi, cura la parte botanica; Anna cura invece i rapporti con il pubblico e promuove l’amore per l’elleboro attraverso conferenze e proiezioni di straordinarie immagini raccolte in 50 anni di appassionato lavoro. Fascinosa è infatti la storia dell’elleboro, la pianta che curava la pazzia, documentata da testimonianze risalenti a molti secoli a.C.

Il Giardino degli Ellebori contiene altre collezioni: hoste, tricyrtis, eucomis, aquilegie, phormium, succulente, hemerocallis, hedychium, epiphyllum, heuchere, dianelle, watsonie, chasmanthe, salvia leucantha ecc.

Tutte le specie di ellebori sono presenti nel giardino: H.niger (3 varietà e molti incroci, tra cui H.niger x H. orientalis, cosa ritenuta fino a poco tempo fa irrealizzabile), H.argutifolius (5 varietà), H.foetidus, H. multifidus, H.viridis, H.odorus, H.atrorubens, H.dumetorum, H.orientalis con la sottospecie H.guttatus, i doppi e gli ellebori a fiore d’anemone (infinite varietà), H.purpurascens, H.torquatus semplice e doppio (5 var.), H.thibetanus ibrido, H.vesicarius ibrido, H.lividus, H.cyclophyllus.

p001_1_01Hanno popolato di ellebori un piccolo appezzamento (poco più di mezzo acro) comprato dai nonni materni di ritorno dalla California – dove erano emigrati nel 1907 da due diverse province della Liguria – per farne un orto-frutteto. Successivamente il giardino era stato arricchito di ortensie e camelie dal padre che molto amava queste piante essendo nato non lontano dal Lago d’Orta e dal Lago Maggiore.

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Anna Barbaglia

Amante del giardinaggio, si è procurata le prime piante di Helleborus niger nel 1970. Con l’ampliarsi della collezione che ben presto ha compreso tutte le 15 specie di ellebori ed innumerevoli varietà tanto da potersi ritenere a buon diritto la più antica e vasta d’Italia, ha pensato di chiamare il giardino “Giardino degli Ellebori”. Dal 1993 esso è aperto al pubblico nel periodo della fioritura. Dal giardino alla decorazione floreale il passo è breve: Insegnante, Dimostratrice e Giudice Internazionale dell’I.I.D.F.A. (il prestigioso Istituto Italiano per la Decorazione Floreale per Amatori creato a Sanremo da Rosnella Cajello Fazio), Anna ha tenuto spettacoli floreali in Italia, Inghilterra, Francia, Pakistan, Sud Africa, Svizzera, Malta e per l’UniSavona ed ha vinto premi in concorsi nel nostro Paese e all’estero. Attiva in difesa dell’avifauna, nei primi anni ’80 è stata membro del Direttivo Nazionale della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Segretaria Provinciale della stessa Associazione. Attualmente pratica il birdgardening rendendo il giardino un luogo adatto agli uccelli selvatici grazie a nidi artificiali, mangiatoie ed arbusti o alberi ricchi di bacche e frutti. Dal 1992 è socia de La Filantea Garden Club di Sanremo. E’ nata a Giustenice ed ha sempre vissuto fra Pietra Ligure e Savona. Laureata in Lettere Antiche, è stata insegnante dal 1971 fino al pensionamento presso il Liceo Classico “Chiabrera” di Savona. Nel Giardino degli Ellebori può rivolgersi ai visitatori in Italiano, Francese, Inglese, Latino e nel prediletto Genovese.

Carla Barbaglia

E’ a lei che si deve l’introduzione in Italia dei più rari ellebori e di altre piante inconsuete grazie ai numerosi viaggi all’estero. Le varietà più interessanti di ellebori le ha portate dal Regno Unito, dalla Nuova Zelanda e dalla costa occidentale degli Stati Uniti (California ed Oregon). Appassionata di giardinaggio, dal 1983 è socia della RHS (Royal Horticultural Society). E’ Insegnante, Dimostratrice e Giudice Internazionale dell’I.I.D.F.A. ; nel 1992 ha fondato la Scuola EDFA Savona (Ente Decorazione Floreale per Amatori – Ente senza fine di lucro) con Sezione Staccata a Pietra Ligure, della quale è Presidente. Ha così introdotto all’Arte Floreale centinaia di Allievi con corsi e workshops in ambedue le città. Negli ultimi 25 anni ha impartito lezioni e tenuto spettacoli floreali in Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti (Las Vegas, Chicago, Orlando), Uruguay, Bermuda, Barbados, Francia, Kenya, Sud Africa (Port Elizabeth, Durban, Capetown), Malta, Australia, Nuova Zelanda, Pakistan, Giappone, Svizzera, Sultanato di Oman, facendo ovunque apprezzare lo Stile Italiano. Vincitrice di molti premi in concorsi floreali italiani e stranieri, ha organizzato mostre (a Savona, Pietra Ligure ecc.) e realizzato decori per sedi ed eventi prestigiosi. Nel 2005 ha ricevuto il riconoscimento di “Pietrese dell’Anno” dall’allora Sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi (ora Consigliere Regionale). Questo per aver rappresentato l’Italia in occasione del Concorso Mondiale della WAFA (World Association of Floral Artists) con uno spettacolo di Decorazione Floreale sul palcoscenico di Yokohama davanti a 3.000 persone, insieme ad un Giapponese, un’Americana, una Russa, una Pakistana. Ha pubblicato articoli di Decorazione Floreale su riviste italiane (“Il Giardino Fiorito”) ed Inglesi (“Flower Arranger” che è l’organo ufficiale della Nafas e “Flora”). Laureata in Lingue e Letterature Straniere (Inglese, Russo, Polacco), è nata e risiede a Pietra Ligure.

Ellebori in composizione floreale” è lo spettacolo che Carla Barbaglia terrà Giovedì 7 Marzo 2019 presso il Giardino degli Ellebori, via Sauro 144, 17027 Pietra Ligure. Prenotazione tassativamente obbligatoria (Tel. 019616721- 3339797765). Seguirà visita guidata agli ellebori del giardino.